Via i pasdaran attorno a Renzi o andiamo a sbattere contro un muro.

Via i pasdaran attorno a Renzi o andiamo a sbattere contro un muro.

Intervista di Andrea Carugati a Gianni Cuperlo – La Stampa, venerdì 8 dicembre 2017

«Se non c`è subito  una correzione di rotta, il Pd alle elezioni rischia di andare contro un muro», avverte Gianni Cuperlo,  della sinistra dem.

Che giudizio dà sul ritiro di Giuliano  Pisapia dalla coalizione?
«Provo amicizia e stima verso Giuliano. Si è proposto come federatone di un campo che invece è imploso. Bisogna prenderne atto e affrontare la campagna elettorale con due sinistre di governo divise. La sola certezza da non rimuovere è che l`avversario è a destra e non la forza più vicina a noi».

Renzi sostiene che si possa andare comunque avanti con altri partner minori.
«Vorrei che rispondessimo a un principio di verità. A oggi il centrosinistra non c`è più ma se siamo arrivati a questo è anche per ragioni che precedono il tentativo di Pisapia. Penso a tante, troppe, rotture fino allo strappo sulla legge elettorale. Avevo supplicato il Pd di aprire al voto disgiunto perché era il modo di non chiudere ogni spiraglio verso una coalizione più ampia e flessibile. Si è pensato che fatta la legge tutti sarebbero scesi a patti. Che miopia!».

Di chi è la responsabilità?
«Quando ci si spezza, una quota di responsabilità ricade su ciascuno. Ma se parliamo del Pd vedo una inadeguatezza e una mancanza di sensibilità del gruppo dirigente che ha portato all`isolamento di adesso. Il referendum e le urne lo hanno certificato più volte ma si è preferito non vedere».

Renzi rivendica i risultati del suo governo e di quello attuale. E` mancata l`autocritica?
«Io rivendico le cose positive di questi anni. Ora chiedo a Renzi e Gentiloni di non mollare la presa e approvare fine vita e ius soli. Ma non si possono ignorare limiti e errori che hanno segnato riforme  vissute da molti come delle ferite. Di questo non ci si è voluto far carico, ma non puoi per anni ignorare o aggredire la sinistra, dentro e fuori al Pd, salvo poi mandare Fassino a cercare un`intesa a tempo scaduto».

Crede che Renzi dovrebbe fare un passo indietro e lasciare la guida della coalizione ad altri?
«Credo che si dovrà discutere di tutto. Al gruppo dirigente chiedo buon senso e cura verso un progetto, il Pd, che non è proprietà di qualcuno».

Se verrà convocata una direzione in tempi rapidi quali critiche e suggerimenti muoverà?
«Si cambi registro sulle riforme. Se diciamo “meno tasse per tutti” tanti voteranno l`originale. Noi siamo quelli che devono colpire gli evasori e allargare i diritti. Non si fanno vere riforme senza la parte di società che scegli di promuovere e se vuoi rappresentare la sinistra non puoi denigrare la Cgil, additandola per anni come ostacolo tra mercato e modernità. Si rottamino i pasdaran che troppi danni hanno prodotto. Sarebbe la premessa per poter ricostruire il giorno dopo».

Si sente ancora a casa nel Pd?
«Ho scelto di restare dicendo dei sì e dei no. Alcuni mi sono costati, ma non ho mai piegato le mie convinzioni all`opportunismo o al trasformismo. Quando ti accorgi che stai andando contro un muro devi fermarti e invertire marcia: è quello che chiedo ora».

Alla Camera, contro il parere del governo, il Pd ha votato un emendamento che aumenta l`indennità peri licenziati.
«Un fatto positivo, che ha migliorato la manovra. Si è rispettata l`autonomia del Parlamento. Il governo ora deve prenderne atto».