Un buon inizio. Il ministro unirà il centrosinistra

Un buon inizio. Il ministro unirà il centrosinistra

Intervista a Barbara Pollastrini di Maria Zegarelli – l’Unità, martedì 4 aprile 2017
«Andrea Orlando vuole restituire al Pd la sua identità, aprirsi, mescolarsi e unire. Oggi si gira un altro film, di cui lui è il protagonista, perché è l`unico che può ricucire quello che si è strappato»; parola di Barbara Pollastrini, coordinatrice della Sinistra Dem e presidente del comitato elettorale di Andrea Orlando alle primarie del Pd.

Matteo Renzi ha doppiato Andrea Orlando. Vi aspettavate un risultato diverso?
«Sono sincera, la logica mi faceva immaginare un esito simile anche per il divario di potere, funzioni, risorse. Col cuore avrei voluto di più perché Andrea lo merita. Comunque lo valuto un buon avvio. Ma domani è un altro giorno».

Ora si apre la vera partita. C`è chi guarda al 30 aprile con il timore che possa essere un flop. E reale il rischio che non si superi il milione di votanti?
«Non lo so, ma adesso dico “ciak”, si gira un altro film. Il titolo è: “federare il centrosinistra per vincere le prossime elezioni” e di questa pellicola Orlando è il protagonista principale perché è la figura più in grado di ricucire ciò che in questi anni si è strappato. Poi certo, la partecipazione dirà molto della credibilità di questo Partito democratico. Ricordo che quando i cittadini sono convinti di una buona ragione si mobilitano, come è accaduto al referendum costituzionale. Peccato che in quel caso sia stata per noi una severa bocciatura».

Cesare Damiano ritiene che Renzi sia il peggior nemico di se stesso. Vuol dire che se dovesse vincere le primarie ricomincerebbe la battaglia interna al Pd?
«Per me non è stato un conflitto interno. Quella dimensione la lascio volentieri a leader o capi molto maschili. Mi sono schierata e continuerò a battermi per le cose in cui credo. L`ho sempre fatto con lealtà. Al referendum costituzionale, non senza dubbi, ho votato Sì ma avrei voluto che dopo quella sconfitta pesante ci fosse spazio e volontà per fare una riflessione che non c`è stata. L`unità del Pd va costruita e la responsabilità più grande è in capo a chi quella forza ha il compito e l`onore di guidare. Purtroppo Renzi non ha voluto o saputo tenere assieme il suo campo e neppure il suo partito».

Cuperlo ha fatto un appello ad andare a votare il 30 aprile, esteso anche al Mdp di Bersani e Speranza. Dal Nazareno ricordano che alle primarie non possono votare gli iscritti ad altri partiti.
«Gianni Cuperlo ha fatto un appello ai tanti elettori delusi del Pd e della sinistra che non si rassegnano a mantenere un campo diviso. Mi pare una richiesta sentita da molti oltre i confini del ceto politico. E se guardo alle sconfitte in grandi città o al voto dei giovani e delle donne quell`appello è una chance per tutti».

Cosa potrà spostare così tanti voti da ribaltare i risultati alle primarie rispetto all`espressione degli iscritti nei circoli?
«Una consapevolezza: chi non è riuscito a tenere unito il centrosinistra prima, difficilmente potrebbe riuscirci dopo. A meno che non si pensi davvero a una legge elettorale destinata ad aprire la strada alle larghe intese. Il punto è che Renzi può vincere forse le primarie ma il vero rischio è che perda le elezioni e io non vorrei mai rivedere la destra comandare in questo Paese».

Ma può bastare questo a rovesciare le previsioni sull`esito delle primarie?
«Servirà anche altro. Il bisogno di una discontinuità nella visione dei grandi temi, dall`uguaglianza alla restituzione di dignità e di un lavoro a chi la crisi ha abbandonato e lasciato più indietro, a un fisco basato finalmente sul principio che chi ha di più paga di più. E poi discontinuità nella selezione delle classi dirigenti e nella concezione del partito. L`idea che questo è il tempo di una nuova unità con associazioni e forze sociali che sono fuori da noi e chiedono alla politica e alla sinistra coerenza e radicalità».

Una delle cose che contestano a Orlando è di aver condiviso la politica di Renzi, di essere stato un ministro del suo governo.
«Orlando è un ottimo ministro. Non gli ho chiesto di pensarla come me sul passato. Oggi lo sostengo perché so che vuole restituire al Pd la sua identità, aprirsi, mescolarsi e unire. Su questo piano la nostra mozione e il suo stile possono dare a tanti la voglia di crederci ancora. E allora viviamo queste primarie con passione e fiducia perché alla fine restano quelle le leve formidabili capaci di stupire».