Terza regola.

Terza regola. I diritti umani, e per primi i diritti umani di bambini e donne, sono l’utopia irriducibile e universale della nostra epoca.

“La Nigeria nel 2000 contava 80 milioni di abitanti. Oggi sono cento milioni in più e, secondo le Nazioni Unite, diverranno poco meno di 500 milioni a metà secolo. Vuol dire che in pochi decenni quel paese da solo conterà pressappoco la popolazione di tutta l’Europa. Lagos, la capitale, già ora è il più assurdo agglomerato di miseria sulla faccia del pianeta, 25 milioni di esseri stipati. Ma la Nigeria è solo un esempio. Stati falliti come Siria, Libia, Iraq, guerre tribali e odi religiosi, persecuzioni, epidemie. E una violenza oscena che si consuma una volta di più sul corpo, la dignità e la libertà delle donne. Questo elenco dei mali della Terra spiega perché un nuovo, moderno, internazionalismo debba formarsi. Perché la sinistra deve alzare lo sguardo sul mondo facendo della lotta a discriminazioni di ogni genere e origine la chiave della prima e fondamentale opera per emancipare popoli oppressi e negati nei loro diritti. Perché solo così parole come misericordia, rispetto e solidarietà ritrovano spazio nel vocabolario del tempo. La stessa questione di profughi e apolidi (oltre 60 milioni) è la sfida più ambiziosa che l’Europa si troverà ad affrontare nei prossimi anni. Muri, fili spinati sono una provocazione mentre sarà solo dal governo dei flussi di anime e corpi in cerca di salvezza e dal contrasto alla “moderna schiavitù” della tratta di esseri umani che passerà la risposta al crollo demografico delle nostre società”.