Sesta regola.

Sesta regola. Il lavoro è un diritto. Piena occupazione e piena cittadinanza sono sinonimi. Compito della sinistra è fonderli in una nuova identità globale.

“Il lavoro è cambiato e più ancora cambierà. La tecnologia rompe argini che hanno resistito secoli e si schiudono scenari sconosciuti. Ospedali senza infermieri, macchine senza autista e università senza docenti. Ma anche redazioni senza giornalisti e negozi senza commessi. There’s an app for that, c’è un’applicazione per qualunque cosa recitano nella Silicon Valley. Ma è un errore leggere tutto come traguardo o condanna. Alle spalle abbiamo anni segnati da una svalutazione del lavoro manuale, intellettuale, educativo. Quella dignità violata è un patrimonio fondamentale. La strada allora è cogliere la potenza dell’innovazione vedendo i diritti che si violano. Se il destino di un lavoratore dipende dal click del mouse sul suo logout sono la civiltà del lavoro e il suo legame con la cittadinanza a mutare natura. La realtà è che la globalizzazione ha prodotto un ceto medio dove prima non c’era, dall’India alla Cina e al Brasile, ma allo stesso tempo ha ridotto la classe media occidentale a un aggregato misto dove i nuovi esclusi convivono con le eredità di un mercato del lavoro che comunque non si è estinto. E’ questa la rivoluzione che dobbiamo affrontare. Proiettando i principi costituzionali nella nuova storia e attrezzando pensiero e politiche della sinistra a una realtà che non si contenta delle ricette di ieri. Legge sulla rappresentanza, sostegno alla ricerca di base e applicata per la creazione di nuova, buona occupazione, piano straordinario di defiscalizzazione integrale nei primi anni per l’assunzione di donne e giovani, stop alla flessibilità precaria cominciando dai temi posti nei referendum promossi dalla Cgil (voucher e appalti), riduzione drastica del cuneo fiscale. Investire come nessuno mai ha fatto su cultura, scuola, formazione permanente lungo tutto il corso dell’esistenza perché sempre di più vivrà lì la più alta assicurazione sul proprio avvenire. Solo pensando la società per come sarà, la sinistra troverà la forza per conquistare chi oggi non crede più che la politica possa cambiare la vita”.