Renzi eviti larghe intese l`avversario sono le destre.

Renzi eviti larghe intese l`avversario sono le destre.

Intervista a Gianni Cuperlo di Alessandro Di Matteo – La Stampa, sabato 1 aprile 2017

Cuperlo, perché accusate Renzi di non volere la riforma?
«Non accuso nessuno, guardo i fatti. Il Mattarellum (la legge che propone il Pd, ndr) è un`ottima legge che firmerei domani, ma al Senato pare non ci siano i numeri per approvarla. Serve comunque un sistema che tenga assieme rappresentanza e governabilità. La proposta che ho avanzato, e che Orlando richiama nella sua mozione, va in quella direzione. Se invece qualcuno pensa di limitarsi a correggere la legge uscita dalla Consulta le conseguenze sarebbero il discredito sul Parlamento e sicure larghe intese».

Niente larghe intese, nemmeno per fermare M5s come dice Berlusconi?
«La vera prova per me è ricostruire un centrosinistra di governo. Renzi quel perimetro non lo ha voluto coltivare e ha finito col non tenere unito neppure il suo partito. Penso che oggi non sia lui la figura in grado di ricucire una coalizione progressista più larga di noi».

Il leader di Fi spiega che il centrodestra, sommando le varie liste, è oltre il 30%. L`avversario è Grillo o ancora Berlusconi?
«L`avversario sono le destre, qui e nel resto d`Europa. Destre di stampo antico ma anche una destra dai tratti nuovi che condanna l`Europa nel nome del protezionismo. Che esulta per Trump e cavalca una rabbia popolare alimentando paure e discriminazioni. Questa destra non la sconfiggi urlando al diavolo populista. La combatti se riscopri un primato dell`uguaglianza, dei diritti umani, di un welfare da ripensare ma che appare folle demolire».

Se non volete larghe intese serve una legge elettorale tipo Italicum…
«La nostra proposta salvaguarda la governabilità. Il punto è chiudere la stagione che ci ha visto governare con pezzi della destra perché quella non può divenire la vocazione del Pd. Noi siamo nati con un`altra missione che era e resta federare un centrosinistra in grado di realizzare le riforme che servono al Paese e a chi la crisi l`ha sofferta di più. Le ricette devono cambiare. Meno bonus e più risorse per creare lavoro, riscoprire la progressività fiscale, chi ha di più paghi di più. Anche nel contrasto alla povertà, dove pure si sono fatte scelte importanti, bisogna investire quanto serve a mettere in sicurezza i 5 milioni di italiani che non ce la fanno».

Congresso Pd: Renzi nei circoli va molto meglio del 2013. «La Ditta» ora è con lui?
«Molti iscritti se ne sono andati e ignorarlo sarebbe una colpa. Il partito in intere realtà va semplicemente rifondato perché oggi è ridotto a un comitato elettorale in servizio permanente. Un segretario a tempo pieno dovrebbe servire anche a questo. Quanto ai numeri vedremo. Ho rispetto di chi sta votando come di chi lo farà alle primarie e l`esito a me sembra tutt`altro che scritto».

Orlando si arrabbia perché il Pd a Palermo non correrà col proprio simbolo, ma siete voi a chiedere alleanze…
«Certo, ma a Palermo la scelta di rinunciare al simbolo è legata a una lista costruita anche assieme agli uomini di Alfano. E se si arriva lì è pure a causa di un partito prostrato. Lo ripeto con tutto il rispetto, noi siamo nati per unire e federare il nostro campo. Dove lo abbiamo fatto, a Milano Bologna Cagliari, abbiamo vinto. Dove quel campo si è rotto abbiamo perso, e anche questo qualcosa vorrà dire».