Ottava regola.

Ottava regola. Crisi economica e ambientale raccontano lo stesso errore: l’illusione irresponsabile di una crescita senza limiti. A sinistra serve cambiare paradigma e mentalità.

“In un pugno di mesi siamo passati dagli impegni sul clima sottoscritti da Obama alla scelta di Donald Trump di allentare il freno alla macchina dell’autodistruzione. Il paradosso è che tutto ciò avviene dopo una crescita occupazionale dovuta proprio alla svolta green dell’America democratica. Un’economia che divora risorse, diritti, ambiente, opportunità non regge l’urto dei danni che determina. Cambiare paradigma significa incardinare la ripresa e assieme a quella il futuro. Anche in Italia si calcola che siano quasi 3 milioni i posti di lavoro collegati a competenze ambientali. Per noi vuol dire scommettere su ricerca e investimenti in sostenibilità di ciò che si produce e di come lo si fa. Parliamo di cose diverse: ambiente, trasporti, urbanistica, agricoltura, le filiere del recupero di beni comuni e preziosi (suolo, edifici pubblici, scuole asili e ospedali, aria, acqua, la vita delle persone, dei piccoli borghi e delle città…). La sfida è ricucire, ricostruire, “riparare” le ferite della terra e quelle prodotte dalle scelte e dalla mano dell’uomo. Una ecologia integrale parte dalla mentalità che immagina e governa il progresso. Per la sinistra, qui come nel resto d’Europa, significa generare un pensiero adeguato e proposte che spezzino il vincolo con idee e pratiche che la crisi hanno generato. Insomma servono altri modelli e indicatori della salute e del benessere che rimettano al centro gli individui e il pianeta”.