Nona regola.

Nona regola. Tutte le persone hanno un valore, nessuna persona deve avere un prezzo. La piena e degna cittadinanza comprende diritti soggettivi. Il conflitto per ottenerli è anima della democrazia e delle libertà.

“La libertà delle donne, il rispetto della loro dignità contro ogni forma di molestia, sopruso, violenza sono l’espressione più alta di una civiltà, tanto più dentro “casa nostra”. Questo vuol dire contrastare, prima di tutto nei confini del nostro mondo, la cultura antica e odiosa che ha fondato sul dominio del corpo femminile una ragione di potenza e sopruso. Esiste la dignità del vivere. Esiste una dignità nel modo di uscire dalla vita. Una legge saggia e umana che regoli le disposizioni di fine vita e rispetti la volontà espressa da ciascuno in relazione alla tutela della propria integrità è una prova di civiltà che l’Italia attende da anni e che oggi merita nel nome di una laicità che mai si può sacrificare sull’altare di dogmi o convenienze. Esiste il diritto a essere cittadini del Paese dove si vive, dove si è nati, dove si rispettano regole e leggi, dove si contribuisce come tutti a civismo e benessere: la legge sullo jus soli e la garanzia ai nuovi italiani di un futuro pienamente inclusivo e integrato sono obiettivi irrinunciabili. Il mercato non può regolare ogni cosa, ma soprattutto il mercato non può assoggettare né dominare ogni aspetto della vita e della libertà di ciascuno. In questo senso esiste un’etica dei beni comuni che va preservata e valorizzata oltre i vincoli del profitto”.