Non si esca dal Parlamento alzando le braccia.

Non si esca dal Parlamento alzando le braccia.

Intervista a Gianni Cuperlo di Giovanna Casadio – la Repubblica, venerdì 9 giugno 2017

ROMA. «Renzi sia lucido, non si può uscire dal Parlamento a braccia alzate». Gianni Cuperlo, leader di Sinistra dem, invita a non arrendersi.
Cuperlo, lei come ha votato?
«Ho seguito l`indicazione del gruppo, votando contro l`emendamento. E non per disciplina ma per convinzione».

II patto sulla legge elettorale è saltato definitivamente o questa è una drammatizzazione di Renzi?
«Penso che in un passaggio così complicato serva lucidità. I 5 Stelle hanno buttato la palla in tribuna col voto di ieri, ma ancora prima con gli emendamenti depositati. Ora i margini sono più stretti ma una legge elettorale va fatta e perché sia una buona legge servono due cose. Dare ai cittadini il diritto di scegliersi i rappresentanti e pensare a un qualche correttivo che favorisca coalizioni trasparenti prima del voto, sola garanzia di governabilità».

Quale è la strada da imboccare adesso?
«Non cedere all`idea di un Parlamento impotente ed evitare a una rincorsa al voto che può produrre mesi di bagarre».

I 5Stelle sono inaffidabili? E il Pd che errori ha fatto?
«Grillo ha un solo obiettivo, arrivare alle urne sull`onda di un malcontento sociale e di una crisi istituzionale. Anche per questo aver cercato un`intesa larga era il modo per mettere tutti alla prova. Detto ciò, il Pd per arrivarci ha rovesciato l`impianto di un ventennio. Il risultato è una rottura a sinistra e il ritorno alla casella del via. Non lo definirei un successo».

Ora le elezioni anticipate sono archiviate?
«A me è sempre interessato il come, con una legge che offra rappresentanza e governabilità e con quella offerta politica limpida che per me rimane un centrosinistra civico e di governo. Altrimenti la corsa alle urne rischia di portare il paese allo stallo».