Legge elettorale: servono delle modifiche. Così porta le larghe intese.

Legge elettorale: servono delle modifiche. Così porta le larghe intese.

Intervista a Gianni Cuperlo su la Repubblica di sabato 23 settembre 2017

ROMA. Gianni Cuperlo, il Rosatellum proposto dal Pd le piace?
«Il Parlamento ha il dovere di fare una legge e per riuscirci servono apertura e flessibilità anche sul Rosatellum. I 5 Stelle si opporranno comunque, ma con Pisapia e Mdp è giusto confrontarsi. La proposta ripropone le coalizioni e sarebbe un autogol se la sola alleanza in pista fosse quella del centrodestra».

Quali modifiche servirebbero?
«Un misto, maggioritario e proporzionale, mi pare obbligato e la proposta si muove in quel senso. Ma credo saggio riflettere ancora su alcuni punti: il voto disgiunto o altre soluzioni per non ingabbiare movimenti e forze politiche in confini rigidi e un legame da consolidare tra elettori ed eletti».

Non si può dire che Renzi non ci stia provando, ma ogni volta emergono i veti.
«Alle spalle abbiamo errori e ferite compresa quella fiducia sull`Italicum che non votai. Chiudere la legislatura con un fallimento sulla legge elettorale sarebbe uno scacco grave e credo che questo Renzi lo sappia. Ora siamo all`ultima chiamata, vediamo di non sciuparla».

Alla sinistra del PD sono ostili a questo sistema elettorale. Come la vede lei, che ha sempre auspicato un dialogo con loro?
«Ho fatto una scelta diversa ma ho avuto rispetto verso quei compagni e le loro ragioni. Oggi però vedo una destra arrembante, pericolosa, e allora dico che tocca a ciascuno, a cominciare dalla forza più grande, dimostrare la volontà di non dividere il campo».

Berlusconi però è favorevole: un motivo per non procedere o invece bisognerebbe sfruttare la sua disponibilità per avere finalmente una riforma?
«Che una parte delle opposizioni voti la legge elettorale dovrebbe essere la prassi per una democrazia condivisa».

C`è chi dice questo: la legge obbliga le larghe intese.
«Il rischio è evidente. Tanto più dobbiamo aggredire la campagna elettorale con lo spirito giusto. Battere le destre è possibile ma il Pd deve avere l`umiltà di non sentirsi autosufficiente e le forze fuori dal Pd quella di riconoscere che senza il partito maggiore un centrosinistra vincente non c`è».